23) Fromm. Le condizioni della trasformazione e le
caratteristiche dell'uomo nuovo.
In queste pagine, tratte da una delle opere pi conosciute di
Erich Fromm (1900-1980), vengono indicate le condizioni
esistenziali che rendono possibile una trasformazione dell'uomo e
la creazione di una nuova societ; la prospettiva di liberazione
delineata da Fromm si basa sulla capacit dell'uomo nuovo di
rinunciare a tutte le forme di avere per essere, cio fare
della piena crescita di se stesso e dei propri simili lo scopo
supremo dell'esistenza.
E. Fromm, Avere o essere, ottavo.
Partendo dal presupposto che la premessa risponda al vero, che
cio soltanto un mutamento sostanziale del carattere umano, vale a
dire il passaggio dalla preponderanza della modalit dell'avere a
una preponderanza della modalit dell'essere, possa salvarci dalla
catastrofe psicologica ed economica, bisogna chiedersi:  davvero
possibile una trasformazione caratterologica su larga scala? E, in
caso affermativo, come fare a produrla?.
A mio giudizio, il carattere umano pu mutare a patto che
sussistano le seguenti condizioni:
.
1 Che si sia consapevoli dello stato di sofferenza in cui
versiamo.
2. Che si riconosca l'origine del nostro malessere.
3. Che si ammetta che esiste un modo per superare il malessere
stesso.
4. Che si accetti l'idea che, per superare il nostro malessere, si
devono far nostre certe norme di vita e mutare il modo di vivere
attuale.

I quattro punti corrispondono alle Quattro Nobili Verit che
costituiscono il fondamento dell'insegnamento del Buddha relativo
alle condizioni generali dell'esistenza umana, ancorch esso non
s'applichi a casi specifici di malessere umano dovuti a
particolari circostanze individuali e sociali.
Lo stesso principio di mutamento che caratterizza i metodi del
Buddha,  sotteso anche all'idea marxiana di salvezza. Per capirlo
appieno,  necessario rendersi conto che per Marx, come egli
stesso ha detto, il comunismo, lungi dall'essere una meta
definitiva, era un gradino dello sviluppo storico destinato a
liberare gli esseri umani da quei condizionamenti socioeconomici e
politici che ci rendono inumani vale a dire prigionieri di cose,
di macchine e della nostra stessa brama di possesso.
Il primo compito che Marx si proponeva, era di rivelare alla
classe lavoratrice dell'epoca sua, la pi alienata e miserabile
delle categorie sociali, che essa si trovava in un effettivo stato
di sofferenza; il suo tentativo era volto a distruggere le
illusioni che avevano per effetto di obnubilare, nei lavoratori,
la consapevolezza della propria miseria. Il secondo compito che
Marx si proponeva, era di indicare le cause di questo stato di
sofferenza che, come faceva rilevare, andavano ricercate nella
natura del capitalismo e nella situazione di brama, avarizia e
dipendenza, frutto del sistema capitalistico stesso. Tale analisi
delle cause della sofferenza dei lavoratori (ma non soltanto di
essi) costitu la molla di fondo dell'opera principale di Marx,
l'analisi dell'economia capitalistica.
Il terzo compito che si proponeva era di dimostrare che la
sofferenza poteva essere eliminata rimuovendo le condizioni che la
producono; infine, egli si ripromise di indicare la nuova prassi
di vita, il nuovo sistema sociale che avrebbe ignorato le
sofferenze necessariamente prodotte dal vecchio sistema.
Sostanzialmente simile era il metodo di cura introdotto da Freud.
I pazienti si recavano a consultarlo perch soffrivano ed erano
consci della propria sofferenza: per lo pi, tuttavia, non erano
consapevoli delle ragioni della loro sofferenza. Di norma, il
primo compito dello psicoanalista consiste nell'aiutare i pazienti
a sbarazzarsi delle proprie illusioni circa la sofferenza che
provano e imparare a riconoscere di che cosa consista realmente il
loro malessere. La diagnosi della natura del malessere individuale
o sociale  una questione di interpretazioni, e le interpretazioni
possono essere diverse a seconda delle varie tendenze; comunque,
pu dirsi che nella stragrande maggioranza dei casi il dato cui si
pu fare minore affidamento ai fini di una diagnosi,  proprio il
quadro che il paziente stesso d della propria sofferenza, e la
sostanza del procedimento psicoanalitico consiste appunto
nell'aiutare i pazienti ad assumere consapevolezza delle cause del
loro malessere.
Conseguenza di questa raggiunta consapevolezza,  che i pazienti
sono in grado di compiere il passo successivo, rendersi cio conto
che il loro malessere pu essere curato a patto che se ne
eliminino le cause. Secondo la concezione di Freud, a tale scopo
era necessario togliere di mezzo la repressione frutto di certi
eventi infantili. Tuttavia, la psicoanalisi tradizionale a quanto
sembra, nel complesso non concorda sulla necessit anche di una
fase successiva, corrispondente all'ultimo degli intenti di Marx
dianzi indicati. Si direbbe insomma che molti psicoanalisti
ritengano che affondare lo sguardo nel represso abbia di per s
effetti curativi. In realt,  appunto quanto accade spesso,
soprattutto quando il paziente rivela sintomi circoscritti, a
esempio di tipo isterico od ossessivo. A mio giudizio, tuttavia,
nulla di duraturo pu essere ottenuto con persone le quali
soffrono di uno stato di malessere generale, e per le quali 
necessaria una trasformazione del carattere, che quindi devono
mutare la propria pratica di vita in accordo con il cambiamento di
carattere al quale aspirano. Cos a esempio, si pu continuare ad
analizzare in eterno la dipendenza di questo o quell'individuo, ma
tutte le intuizioni alle quali si perverr in tal modo non
caveranno un ragno dal buco finch l'individuo continuer a
trovarsi nella stessa situazione pratica in cui viveva prima di
giungere a comprendersi. Un semplice esempio varr a chiarire
meglio quanto s' detto: una donna la cui sofferenza abbia radici
nel suo stato di dipendenza dal padre, per quanto si renda conto
delle cause profonde della dipendenza stessa non muter davvero, a
meno che non muti la propria pratica di vita, per esempio
separandosi dal padre, non accettandone favori, affrontando il
rischio e il dolore comportati da questo avvio pratico
all'indipendenza; La comprensione separata dalla pratica rimane
inefficace.


L'uomo nuovo.

La funzione della nuova societ  di incoraggiare il sorgere d' un
uomo nuovo, la cui struttura caratteriale abbia le seguenti
qualit:
.
Disponibilit a rinunciare a tutte le forme di avere, per essere
senza residui.

Sicurezza, sentimento di identit e fiducia fondate sulla fede in
ci che si , nel proprio bisogno di rapporti, interessi, amore,
solidariet con il mondo circostante, anzich sul proprio
desiderio di avere, di possedere, di controllare il mondo,
divenendo cos schiavo dei propri possessi.

Accettazione del fatto che nessuno e nulla al di fuori di noi pu
dare significato alla nostra vita, ma che questa indipendenza e
distacco radicali dalle cose possono divenire la condizione della
piena attivit volta alla compartecipazione e all'interesse per
gli altri.

Essere davvero presenti nel luogo in cui ci si trova.

La gioia che proviene dal dare e condividere, non gi
dall'accumulare e sfruttare.
 (E. Fromm, Avere o essere, Mondadori, Milano, 1978, pagine 218-
221).
